Ieri il giornale Libero, in relazione ai vergognosi eventi di Parigi, ha sparato un titolone pieno di orgogliosa rabbia: Bastardi Islamici.

Una vera e propria dichiarazione di guerra: noi contro di loro, la loro cultura contro la nostra. E noi, stupidi, che continuiamo ad accogliere i profughi che, è ovvio, sono tutti terroristi!

Bene. Posso capire che eventi disgustosi e vili come quelli di venerdì sera a Parigi provochino reazioni immediate di sdegno generalizzato e stimolino pensieri reazionari di chiusura e di pregiudizio.

Posso capire. Non vogliamo terroristi in casa nostra, che l’Italia torni a essere degli italiani, mettiamo i carri armati alle frontiere, riapriamo i tribunali speciali, facciamo una guerra preventiva per prevenire la guerra vera. Insomma, cose così.

Posso capire anche che, sull’onda di queste emozioni, un giornale decida di fare un titolone in prima pagina che sia di grande impatto, di facile presa sul pubblico scosso che è alla ricerca di un capro espiatorio.

Tutto questo lo posso capire.

Prima pagina Libero 14-11-2015

 

Quello che non capisco, invece, è come si fa a non vedere, superata la rabbia istintiva del momento, che il problema non sono i profughi e gli immigrati, che il problema non è il  nostro vicino di casa musulmano.

Vogliamo dichiarare guerra? Già, ma a chi? A un miliardo e mezzo di musulmani nel mondo? Ai cinque milioni di musulmani francesi? La vedo un po’ dura.

E poi perché? Solo perché sono musulmani?

Quando il terrorismo nostrano, che fosse di matrice rossa o nera, ha sterminato cittadini italiani abbiamo forse messo fuorilegge la sinistra o la destra? Eppure mettere una bomba su un treno pieno di pendolari o sterminare dei poliziotti sottopagati solo perché scortavano un politico era un atto vile e bastardo tanto quanto quello che è successo a Parigi l’altra sera.

Tuttavia i giornali non hanno titolato Bastardi comunisti o Bastardi missini. E nessuno ha dichiarato guerra ai partiti di cui pure quei terroristi si dicevano figli.

terroristi Stato IslamicoSvegliamoci! La guerra è già in atto, ma il nemico non è quello verso il quale è più facile puntare il dito.

Questa guerra l’ha dichiarata lo Stato Islamico, uno stato terrorista che si è costituito già da un anno, che controlla 60 pozzi di petrolio dai quali estrae il greggio che poi rivende ad altri Stati alleati per finanziare la sua guerra.

Ciò che è successo venerdì sera a Parigi non è altro che il bombardamento versione 2.0 dello Stato Islamico contro lo Stato francese. Come nel 1939 la Francia ha dichiarato guerra allo Stato Nazista dopo che gli Stuka tedeschi avevano bombardato la Polonia, oggi la Francia dovrebbe dichiarare guerra allo Stato Islamico che ci bombarda con i suoi Stuka versione 2.0: i terroristi.

Ma chi c’è dietro i terroristi, chi arma lo Stato Islamico?

L’Arabia Saudita è l’alleato numero uno dello Stato Islamico. L’Arabia Saudita è lo Stato Islamico con il certificato Onu. Sono i soldi del petrolio saudita quelli che hanno creato i vari Bin Laden, Al Qaeda, gli Stati vassalli del Golfo (che esistono solo per diversificare le fonti) e lo Stato Islamico stesso.

I soldi del petrolio saudita sovvenzionano a volte anche enti dei nostri governi e di certo sostengono le organizzazioni che reclutano i terroristi in Europa, guidate da imam che, oltre ai sermoni, distribuiscono agli adepti aiuti economici e che entrano in Europa non certo con i barconi ma con visti e approvazioni regolari.

Ed è il Wahabismo, che è la dottrina ufficiale dell’Arabia Saudita, il motore ideologico e teologico dei vari Bin Laden e Al Qaeda, degli Stati vassalli del Golfo e dello Stato Islamico stesso. Il Wahabismo è proprio la dottrina insegnata da quegli imam che, oltre ai sermoni, distribuiscono agli adepti aiuti economici nelle organizzazioni che reclutano i terroristi in Europa.

Il Wahabismo impone la guerra santa, la distruzione di siti storici, santuari, mausolei, altre costruzioni (perfino costruzioni islamiche) e dei loro manufatti. Vi ricorda niente?

Allora se proprio Libero voleva fare un titolone a tutta pagina avrebbe dovuto scrivere Bastardi Wahabiti. Ma non avrebbe accontentato chi vuole la guerra (a parole, nei bar) ed è pronto (sempre e solo a parole, nei bar) ad infilarsi in una guerra santa contro un miliardo e mezzo di musulmani nel mondo.

Invece è più facile, e fa più effetto, scrivere Bastardi Islamici, e proporre di chiudere le frontiere in faccia a donne e bambini in fuga dalle guerre, perché forse sono islamici. È più facile, e fa più effetto, fare come Renzi, che dichiara una guerra generica e teorica al terrorismo, ma poi va in visita ufficiale proprio da chi il terrorismo lo finanzia.

Stato Islamico mappa pozzi di petrolio
Mappa dei pozzi di petrolio e delle rotte per il traffico del greggio controllati dallo Stato Islamico – Fonte: MoneyJihad.wordpress.com

E allora continuiamo a scodinzolare sottomessi alla corte del re Saudita e dei suoi stati vassalli del Golfo, continuiamo a firmare con loro contratti lucrosi ben sapendo che i bonifici miliardari con cui tali contratti saranno onorati sono finanziati dagli stessi fondi che hanno costruito e alimentano lo Stato Islamico!

Volete fare la guerra? Bene, fatela!
Ma fatela contro lo Stato Islamico e fatela sul serio. Bombardate i suoi pozzi di petrolio, invadetene il territorio e, soprattutto, chiudete ogni rapporto diplomatico ed economico con i suoi alleati.

E ai guerrafondai da bar, che berciano idee xenofobe e più conservatrici dell’Islam più conservatore, dico questo: se volete davvero combattere il nemico, aiutate economicamente i Curdi in Turchia o i Thuwar in Libia o arruolatevi direttamente con loro, perché loro sono gli unici in questo momento che cercano davvero di contrastare lo Stato Islamico sul campo. Combattono con poche armi e con pochissimi aiuti, ma combattono con un onore infinito.

Vi accoglieranno a braccia aperte. Anche se sono musulmani.

 

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4 COMMENTI

  1. Complimenti ho letto ultimo scritto
    Bravo davvero soprattutto
    Perché è scritto in maniera
    Chiara e semplice
    Alla portata di tutti
    In genere questi scritti annoiano
    Perché spesso
    I concetti Sno lunghi e pieni di frasi incomprensibili
    Alla maggioranza
    Bravo

    • Grazie Alexandra, ma ti assicuro che la questione dello Stato Islamico è molto più semplice e risolvibile di quello che scrivono.
      Il caos assoluto che politici e giornalisti creano sull’argomento, più o meno volutamente, alla fine porta sempre al solito risultato: per i primi giorni indignazione e proclami spettacolari che regolarmente indirizzano la rabbia collettiva su chi non c’entra niente, poi, appena finito il fiato, nenie ripetitive di ovvietà inutili che portano alla noia…

    • Caro Gusso,
      se intendi che io debba pagare sul piano economico, sappi che ho già pagato abbondantemente in anticipo.
      Per 7 anni ho versato milioni di euro in tasse versate allo Stato italiano, ho distribuito stipendi spettacolari a dipendenti alcuni dei quali fannulloni e infedeli, ho fatto nascere aziende fornitrici che ancora oggi esistono per i miei colossali bonifici mensili, ho fatto sopravvivere darsene e marina, con i loro dipendenti, comprando decine di posti barca, e ho arricchito decine di profittatori adoranti che poi mi hanno venduto a migliori offerenti senza pensarci un secondo appena se ne è presentata l’occasione.
      Se invece intendi che io debba pagare sul piano penale per il reato che ho commesso, e che peraltro ammetto da anni, cioè di aver trasferito i soldi che le finanziarie sammarinesi guadagnavano illegalmente dalle loro banche alla mia società, per ridistribuirli appunto a Stato/dipendenti/fornitori, beh, anche in questo caso devi sapere che l’ho già fatto. Ho pagato trascorrendo 8 mesi nelle prigioni politiche libiche, che, come forse puoi immaginare, valgono 8 anni di prigione in Italia, e sono stato anche torturato.
      Pur ritenendo tale trattamento sufficiente per ripagare il mio reato, aggiungo che sarei disposto a scontare altri anni di prigione in Italia per un reato che nel mondo della nautica e dell’aeronautica non ho certo inventato io.
      Quello che invece non sono disposto a fare è pagare per colpe che non ho.
      Per questo motivo, siccome sono stato accusato di reati che non ho mai neanche lontanamente commesso, e per di più accusato da persone che quei reati invece li commettevano, ho deciso di non rientrare in Italia.
      Alla fine questa mia scelta è stata un bene, non solo per me, ma specialmente per le oltre 200 persone alle quali in questi anni ho salvato la vita. La gratitudine sincera che queste persone mi dimostrano ogni giorno dovrebbe in fondo andare a chi, come te, con un ingiusto e sproporzionato rancore mi ha fatto decidere di restare qui in Libia.
      Un grazie quindi da me e dagli oltre 200 feriti che ho salvato sia per il rimprovero moralista che mi rivolgi, sia per il tempo che mi hai dedicato scrivendo su questo blog.

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