ATTENZIONE (2)

 

Chi è il generale Haftar che oggi si trova al comando dell’esercito del Governo di Tobruk?

Generale di Gheddafi nella guerra della Libia contro il Ciad alla fine degli anni Ottanta, fatto prigioniero, durante la prigionia il generale Haftar tentò di organizzare con altri compagni e con l’aiuto degli Stati Uniti una rivolta per rovesciare il regime di Gheddafi.

Non riuscendoci scappò negli Stati Uniti, acquisì la cittadinanza statunitense e visse per vent’anni in Virginia, guarda caso a pochi passi dalla sede della CIA.

il generale Haftar
Il generale Haftar.

Nel 2011, allo scoppio della Rivoluzione, è tornato in Libia e in principio è stato a guardare. Ha partecipato al Consiglio Nazionale di Transizione (NTC) ma non ha guidato nessun gruppo Thuwar rivoluzionario né ha partecipato a battaglie e assalti. Alla fine del 2011, quando le varie tribù e brigate che avevano partecipato attivamente alla Rivoluzione si sono spartite il potere, lui non è stato investito di nessun ruolo.

Il primo governo post-rivoluzionario insediatosi in Libia dopo la Rivoluzione era composto da tutti i comandanti che avevano guidato la rivoluzione, ma Haftar non c’era.

Molto probabilmente ha preferito restare nell’ombra, un po’ per vedere come si sistemavano le cose, un po’ per avere il tempo di mettere insieme una propria forza armata.

 

L’esercito di Haftar

E in effetti così è stato: Haftar ha messo insieme un esercito di mercenari composto in minima parte da libici e per lo più da africani di altri stati.

Chi gli ha dato i soldi per questa operazione?

Molti dicono gli americani, ma io non ci credo. Credo invece che i soldi arrivino dall’Egitto, sia dall’attuale presidente Al Sisi che è un suo sostenitore, sia dai tanti libici fedeli a Gheddafi che, al tempo della Rivoluzione, erano scappati in Egitto portandosi via i loro ingenti patrimoni.

Il governo di Tobruk, nel momento del suo insediamento, ha poi approfittato della presenza di Haftar sul suo territorio e ha preso le sue truppe facendole diventare il proprio esercito regolamentare.

l'esercito mercenario di Haftar
Ecco l’esercito mercenario di Haftar, ovvero l’esercito regolamentare del governo di Tobruk riconosciuto dagli organismi internazionali.

 

Qual è il vero progetto del generale Haftar?

Oggi Haftar è il capo di stato maggiore dell’esercito di Tobruk e il suo progetto è quello di diventare il nuovo Gheddafi, riportando in Libia una dittatura di stampo militare.

Haftar rappresenta dunque la controrivoluzione. Il suo stato maggiore è infatti costituito tutto da uomini che, come lui, erano stati nell’esercito di Gheddafi, e ha stretto un’alleanza con la tribù dei Warshefana, una tribù chiusissima e legatissima a Gheddafi che vive nell’ovest della Libia, sotto Zuara e Zauia, ai limiti del deserto.

Le istituzioni internazionali riconoscono il governo di Tobruk e dialogano con Haftar, il quale si propone come colui che combatte l’Isis in Libia, l’unico possibile salvatore che libererà la Libia (e quindi anche il Mediterraneo) dal dilagante terrorismo islamico.

Ma è davvero così?

bengasi bombardata
Una strada di Bengasi bombardata.

 

Il generale Haftar e l’Isis in Libia

Il generale Haftar dice che sta combattendo i terroristi solo per avere campo libero nella sua campagna di conquista della Libia.

Da tre anni ormai sta cercando di conquistare la città di Bengasi, in un percorso che lo porti poi ad arrivare a Tripoli, dove poter insediare un nuovo governo.

E per raggiungere i suoi scopi non ha esitato a usare i mig e a bombardare ripetutamente la città.

La scusa ufficiale è quella di liberare Bengasi dai terroristi, ma la verità è che i terroristi islamici che si trovano a Bengasi sono tutti alleati di Haftar.

Eccolo infatti fotografato insieme al capo dell’Isis libico.

Il generale Haftar
Il generale Haftar con Ashruf Mayar, uno dei capi delle forze Isis in Libia, autore di uccisioni, rapimenti e torture.

 

Il massacro silenzioso di Bengasi

È evidente quindi che l’unico scopo di Haftar nel bombardare la città di Bengasi è la conquista della città a fini politici.

Bengasi oggi è una città distrutta, dove civili innocenti muoiono ogni giorno sotto le bombe e i colpi di artiglieria dei carri armati dell’esercito di Haftar.

Ma sono forse questi bambini i jihadisti da combattere?

Sono questi i temibili terroristi islamici da fermare ad ogni costo?

bambini morti a Bengasi
Bambini morti a Bengasi

Purtroppo le continue guerre nel Medioriente degli ultimi anni ci hanno abituato a vedere foto del genere, siamo forse assuefatti di fronte a immagini di morte, anche quando questa riguarda vittime innocenti.

Ma questa non è la Siria: questa è la Libia.

Questa non è Aleppo: questa è Bengasi.

E nessuno ne parla. Nessuno fa niente.

I bombardamenti di Bengasi e il massacro della sua popolazione innocente si stanno consumando a un passo dalle coste italiane, sotto lo sguardo distratto e complice di tutta Europa.

 

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