Come tutti sanno, domenica 8 e lunedì 9 novembre Matteo Renzi è stato in visita a Riad in Arabia Saudita, dove ha incontrato il re, il Ministro dell’Interno, il Ministro della Difesa, e dove ha visitato il cantiere della metropolitana di Riad, nel quale lavora l’impresa italiana Salini Impregilo.

Ha stretto mani, elargito sorrisi, ha parlato a lungo di rapporti commerciali e ha perfino auspicato un atto di clemenza nei confronti del blogger Raif Badawi, condannato alla fustigazione, e del giovane Ali al Nimr, condannato a morte per aver partecipato a una manifestazione della primavera araba.

Insomma, sembrano grandi amici l’Italia e l’Arabia Saudita, tanto è vero che siamo alleati nella grande coalizione internazionale per la lotta al terrorismo islamico guidata dagli Stati Uniti.

Del resto anche Obama di recente è stato più volte in visita in Arabia Saudita, portandosi accanto perfino una Michelle a capo scoperto.

Ma Obama e Renzi sanno che l’ISIS che dicono di voler contrastare deve la sua creazione proprio ai soldi dell’Arabia Saudita?

Renzi incontra Re Salman bin Abdulaziz Al Saud
Renzi incontra Re Salman bin Abdulaziz Al Saud. © Palazzo Chigi

La violenza assurda dell’IS e i soldi dell’Arabia Saudita

Lo Stato Islamico crocifigge chi non segue le sue regole, non ha un codice penale scritto, condanna a morte e amputa un tale numero di persone all’anno che fatica a trovare tutti i boia necessari, frusta a sangue chi scrive blog di opposizione, non permette alle donne di guidare da sole e di uscire senza hijab, sfrutta sul piano economico la fede dei musulmani, per i lavori durissimi usa schiavi tenuti segregati in condizioni disumane, di fatto rapiti, e ne abusa sessualmente.

Questo inferno assurdo non è però il famigerato Stato Islamico che Obama strilla di voler bombardare con l’aiuto dei tornado italiani.

No, questo Stato Islamico è proprio quella Arabia Saudita in cui Obama e Renzi vanno in visita.

Così il nostro fiorentino va in Arabia Saudita per parlare di come fronteggiare insieme il terrorismo islamico che deve la sua creazione proprio ai soldi dell’Arabia Saudita.

LArabia Saudita è lo Stato Islamico con visto di approvazione ONU, creato dalla stupidità guerrafondaia degli Stati Uniti e dai deliri di onnipotenza economico religiosa degli emiri arabi.

Lo Stato Islamico è il risultato della follia totale di un mondo senza memoria, completamente impazzito sul piano storico, politico e mediatico.

pozzi petrolio

5 punti da non dimenticare per capire l’IS

1La Prima Guerra del Golfo

La prima guerra del Golfo è stata scatenata per volere dellArabia Saudita che temeva un’ulteriore avanzata di Saddam Hussein dopo la conquista dello stato truffa del Kuwait.

2L’11 settembre

Nell’attentato dell’11 settembre (più che un attentato, un bombardamento) su 19 terroristi 15 erano di nazionalità saudita. Il mandante, Osama Bin Laden, membro di una facoltosa famiglia saudita che con poche altre di fatto dominava il paese, ha usato i soldi dell’Arabia Saudita per organizzare una vera e propria dichiarazione di guerra agli Stati Uniti.

Come risposta, però, gli USA hanno invaso l’Afghanistan e l’Iraq mentre all’Arabia Saudita non hanno chiesto nemmeno una spiegazione verbali sull’accaduto.

3La Seconda Guerra del Golfo

Nella Seconda Guerra del Golfo l’esercito iracheno, forte di circa 400.000 uomini con un discreto equipaggiamento, è stato disintegrato in 25 giorni da 300.000 membri della coalizione internazionale.

Oggi l’esercito dello Stato Islamico conta circa 50.000 uomini in Iraq con equipaggiamenti moderni (pagati dall’Arabia Saudita), ma comunque in numero infinitamente minore rispetto all’esercito iracheno. Una divisione ben addestrata potrebbe disintegrare lIS in un mese.

4I pozzi di petrolio

Beccati con le mani nel sacco, i finanziatori dell’IS hanno ridotto il flusso di denaro e ora lo Stato Islamico si finanzia vendendo il petrolio che pompa da circa 60 impianti. La posizione geografica di tali impianti è facilmente trovabile anche su Google Map. Davvero gli strateghi americani ignorano questi obiettivi sensibili?

E che dire dei camion che trasportano il petrolio verso la Turchia in file chilometriche? Anche queste non le vede nessuno?

Tuttavia il nostro ministro Pinotti, con una delle sue perle di saggezza, propone di risolvere la questione mandando i tornado italiani a fare missioni di intelligence contro l’IS. Invece di 4 tornado, mandi un fax ad Obama ricordandogli dove sono gli impianti petroliferi e un altro a Erdogan ricordandogli che comprare il petrolio dell’IS è illegale!

Non sarà una missione di intelligence ma farebbe la prima cosa intelligente da quando è ministro.

5L’IS in Libia

In Libia ci sono 3 punti in cui i seguaci dell’IS, sempre con i soldi i dell’Arabia Saudita, hanno stabilito basi. Chi sta combattendo i terroristi in Libia sono i Thuwar di Misurata e di Bengasi, i mujahidin di Derna e Sirte.

Io ne ho portati a casa diversi massacrati dalle armi modernissime che l’Arabia Saudita mette in mano ai terroristi. Alcuni sono stati crocifissi o torturati, ma nessuno si indigna.

Forse perché che alcuni di questi ragazzi hanno idee islamiste conservatrici? Certo, alcuni di loro sono conservatori, ma non sono terroristi. Anzi, combattono contro lo Stato Islamico.

Chi vuole realmente smantellare l’IS dovrebbe quindi aiutare queste forze già attive sul campo e non ripetere la nenia dell’impegno comune contro il terrorismo che ci sorbiamo giornalmente da chiunque faccia un discorso pubblico o, peggio, andare ossequioso in visita a chi il terrorismo lo finanzia.

 

CONDIVIDI

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO